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Inviato: 20 Feb 2018 2:40 am    Oggetto: Ads

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Massimo A.
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 18:52 pm    Oggetto: POST RILEVANTI Rispondi citando

NON POSTARE RISPOSTE SU QUESTO THREAD (verrebbero cancellate)!!!

Sul metodo scientifico


Finchè si parla d'altro va bene. Ma se qualcuno comincia a tirare in ballo il "metodo scientifico", le dimostrazioni, la "Fisica classica" (con la maiuscola) ponendo queste espressioni come spartiacque ineludibile, beh, da "lettore dilettante" di cose di scienza e di filosofia mi sento di intervenire. Il punto di partenza incontrovertibile (e chi lo mette in dubbio è pregato di leggersi qualcosa di epistemologia) è che la scienza odierna non è più quella dell'ottocento. Dopo Kuhn, Lakatos, Feyerabend si può ben dire che, nonostante la resistenza di qualche nostalgico, il metodo scientifico sia morto. Oggi si parla di falsificabilità, criteri di preferenza, anarchismo metodologico; addirittura il concetto di "dimostrazione matematica" (articolo su Scientific American, 1993) viene avvicinato sempre più alle caratteristiche di probabilità e falsificabilità delle scienze sperimentali (con buona pace di Talete). Insomma, usare la scienza con la "S" maiuscola sta divenendo ormai vetusto e anacronistico, se non addirittura indice di tendenze autoritarie, come ben intuì Feyerabend: "Voglio difendere la società da tutte le ideologie, scienze incluse."

Conclusa la dovuta premessa, torniamo sullo spinoso argomento "sensazioni d'ascolto e correlazione alle misure". L'assunto errato fatto da qualcuno è che, data la riproducibilità di un fenomeno, se io non lo sento vuol dire che il fenomeno non esiste. Si potrebbe obiettare dapprima che le condizioni sperimentali non siano state pienamente osservate e probabilmente ci si azzeccherebbe (una delle cose belle dei meeting è che si impara come si fa il tuning degli impianti osservando Massimo; ma se poi non si partecipa e non si portano i propri apparecchi...) ma per invalidare il suddetto assunto errato ammettiamo (ma non lo concediamo) che tutte le regole di installazione siano state completamente seguite a puntino ma che non si senta nessuna cosa anomala (p.es. la classica rivista sul coperchio non fa nessuna differenza). Posso concludere che il fenomeno non esista? No, sbagliato, fintantochè la maggioranza delle persone sentono la differenza.

P.es. negli esperimenti di udibilità di distorsione minima (classico quello condotto da Olson nel 1940) la curva degli ascoltatori si dispone a campana. La maggior parte degli ascoltatori è sensibile a distorsioni tra l'1% e il 2%. Pochi riescono a percepire fino a 0.7%. Così pure sono pochi quelli che si fermano al 5%. Ma ci sono. Ognuno ha una soglia di sensibilità differente. Cosa deve concludere l'ascoltatore che sente solo la distorsione al 5%? Che la distorsione all'1% è un fenomeno che non esiste? Errato! Infatti viene percepita dalla maggior parte dei partecipanti al suddetto test.

Ergo. Cosa deve concludere chi non sente l'effetto della rivista su un V7000 mentre la maggioranza degli ascoltatori lo sente? Che il fenomeno non esiste? Errato! Probabilmente egli è dotato di una soglia di sensibilità differente (ammesso e non concesso che l'installazione sia stata fatta correttamente). Semplice e lineare.

Un esempio al contrario è quello relativo ai panel di ascolto effettuati tra professionisti e tecnici del suono, qualche decennio fa, per giudicare i primi mixer digitali. Occorre ricordare che i primi filtri digitali erano piuttosto "rudimentali" e non facevano il loro lavoro proprio bene. Ebbene, durante i test, uno degli ascoltatori (e uno solo) si lamentava che l'uscita era "rumorosa". In breve, al test audiometrico il tizio in questione risultò (caso più unico che raro) capace di udire perfettamente fino a 24KHz. Egli era l'unico in grado di sentire le spurie in uscita al flitraggio digitale. In questo caso: una rondine non fa primavera.

Per finire vorrei raccontare la storia "sconosciuta" di Guglielmo Marconi, quella che non si legge sui libri di scuola.

Tutti i fisici contemporanei (e tutte le cattedre universitarie) ritenevano, in base alla teoria di Maxwell (propagazione delle onde in linea retta), che fosse impossibile comunicare senza fili oltre l'Atlantico a causa della curvatura terrestre. Marconi, nonostante tutto, procedette con il suo esperimento perchè aveva già osservato in piccola scala che le onde sembravano in grado di "aggirare" gli ostacoli. Quando Marconi parlava dei suoi apparecchi capaci di comunicare a due km di distanza con una collina nel mezzo nessun fisico gli credeva!!! Finchè riuscì a comunicare con l'altro continente. Marconi ebbe ragione semplicemente perchè gli strati alti dell'atmosfera (ionosfera) riflettono le onde. Ed era un fenomeno che la scienza non conosceva ancora.

Quando la scienza va con i paraocchi e non cammina umile a fianco dell'uomo prende tanti di quegli abbagli che ci sarebbero dei libri da scriverci sopra.

...gli oneri della prova spettano a qualcun altro.


Marco (myfisite)
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L'ultima modifica di Massimo A. il 25 Nov 2016 9:08 am, modificato 6 volte
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 18:55 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sulle "sette faziose"...

Riprendiamo il discorso a proposito di scienza sperimentale visto che qualcuno ci dipinge come una setta faziosa

Vorrei semplicemente ricordare che noi siamo gli UNICI che da anni FANNO (e non solo chiaccherano di) HIFI SPERIMENTALE organizzando i meeting in tutt'Italia in cui si possono confrontare a parità di condizioni i diversi apparecchi davanti a vari gruppi di ascoltatori e a portare avanti un discorso su un fenomeno ripetibile e certamente percepito dalla maggior parte dei partecipanti.

Noi ci consideriamo persone dotate di spirito sperimentale e certo possiamo discutere dei criteri e delle formule d'ascolto adottate nel caso ci fossero avanzate delle critiche intelligenti. Le aspettiamo, grazie.

Gli altri, sia quelli che si fidano del "Verbo" dei recensori, sia quelli che osannano la "Fisica", cosa stanno facendo dal punto di vista sperimentale? Come stanno correlando i loro studi con delle session di ascolto ripetibili? Quali criteri sperimentali adottano?

L'impressione (ma spero di venire smentito) è che non abbiano combinato molto in questi anni...

E mi viene da chiedere. Dove sta la scienza? Dove sta lo studio concreto sperimentale della fenomenologia? Da noi o da loro? Dalla parte della chiacchera o dei fatti?

ciao
Marco (myfisite)
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 18:58 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sullo spirito critico e sui rompiscatole

Se qualcuno si affaccia a questo forum con spirito critico, anche per manifestare dubbi sul nostro mondo, è il benvenuto. Opinioni divergenti non hanno mai fatto male a nessuno. Soprattutto se espresse con educazione. Oltretutto mi pare che molti "nemici" si siano riappacificati dopo ascolti sereni e dopo aver capito bene di cosa stiamo parlando. Non dico che tutti debbano condividere i nostri gusti, ma che debbano capire, intervenendo qui, che i toni sono pacati, e che più o meno tutti quelli che intervengono hanno ascoltato a confronto i propri sistemi hifi "classici", più o meno costosi, con i Grundig. Dopo questi ascolti, hanno deciso se tutto questo faceva per loro oppure no. Nessuno li ha mai maltrattati per questo, ne' si sono scavate inimicizie eterne.
Questo per sottolineare il fatto semplice e puro che qui ci sono persone che parlano di un passatempo. Non di una setta di invasati.

- Poi c'è un'altra figura, che è quella del rompiscatole. Spesso con il desiderio di far vedere i muscoli, altre volte col desiderio di irritare per provocare reazioni (e poi far la vittima), queste persone pullulano in altri forum, si mandano a cagare reciprocamente un giorno sì ed un giorno no, e spesso da tutta questa cagnara ricavano una certa soddisfazione. E a volte vanno anche a vantarsene altrove.

Io, francamente, darei il benvenuto ai critici educati, intelligenti e che parlano a ragion veduta, dopo aver fatto ascolti, e soprattutto dopo aver capito con che stanno parlando con gente abbastanza soddisfatta dei propri oggetti, e che raramente proietta su di loro la propria identità.

E espellerei senza tanti complimenti i maleducati che corrispondono alla seconda descrizione. Chi ha voglia di guerreggiare, vada nei forum preposti. Ve ne sono molti, pieni di gente litigiosa, che magari parla di noi come di una setta di imbecilli. Ne trarrà grande soddisfazione, trovandovi molti accoliti d'accordo con lui. Potrebbe, col tempo, magari, anche trovare una piccola setta da capeggiare, e un giorno potrebbero anche fare un metaforico falò con la nostra ferraglia. Non gliene vorremmo, purchè non rovinino questo spazio che ha un tasso di litigiosità vicino allo zero.

Saluti a tutti, nessuno escluso
daniele (snaporaz)
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 19:02 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sul condizionamento umano

Visto che siamo un forum non solo "di minoranza" ma anche fortemente osteggiato, a volte in modo estremamente virulento, è interessante cominciare a capire come si formano le opioni nella maggior parte delle persone, come è facile condizionarne le scelte e perchè il "diverso" è così fastidioso e intollerato. Forse questo ci permetterà di capire il perchè di certe reazioni estreme. Sarà un discorso piuttosto lungo e anche impegnativo per me (dovro copiare molti brani) ma spero apprezzato. Ecco la prima storiella:

Uno psicologo pubblicitario, L.C., sapendo che statisticamente le donne preferiscono il cerchio al triangolo, prese 200 donne e diede a ciascuna di loro due vasetti di crema cosmetica da provare, ambedue recanti l'etichetta "Cold Cream di prima qualità", solo che uno era contrassegnato da due cerchi sul coperchio e l'altro da due triangoli. La crema in essi contenuta era identica. Alle donne disse che, quando sarebbero ritornate dopo due settimane a riferire quale delle due creme fosse migliore, avrebbero ricevuto in omaggio una certa quantità della crema preferita. Ebbene, la preferenza per il cerchio rispetto al triangolo è così forte e così inconscia nel suo operare, che l'80% delle donne dichiarò che la crema migliore era quella nel vasetto contrassegnato coi cerchi, e che la preferivano perchè aveva una densità più confacente ed era più facile da spalmare; erano certe che essa era di qualità nettamente superiore all'altra.

Quali sono invece i segnali inconsci che l'uomo preferisce? Provate a guardare come sono fatti certi orologi da uomo, certe autovetture "da uomo", certi impianti hifi...

Normalmente, in tutto quello che facciamo, siamo poco consapevoli e i processi mentali inconsci sono prevalenti. Questa dinamica è strettamente legata anche al bisogno di accettazione/approvazione da parte dell'altro. All'interno di un forum le dinamiche possono essere simili. Ecco cosa può succedere:

Un ricercatore americano istruisce i suoi studenti a essere molto complimentosi con tutte le studentesse vestite di rosso, senza però dire loro la ragione della loro galanteria. In capo a pochi giorni la caffetteria è tutto un tripudio di rossi. Ossia, le ragazze hanno imparato a vestire di rosso, e questo apprendimento è avvenuto inconsciamente. Esse erano inconsce di essere sottoposte a una manipolazione e di venire condizionate da questa. Non se ne accorsero nemmeno ritrovandosi insieme e quasi tutte vestite di rosso.

ll bisogno inconscio dell'approvazione altrui è un fattore che può non solo modificare il comportamento di una persona ma portarla ad apprendere mediante condizionamento. Ma questo sarà l'oggetto anche della prossima storia.

Marco (myfisite)
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 19:03 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sullo scetticismo
(intervento di vignotra tratto da altro forum)

C'è modo e modo di essere scettici.
Lo scetticismo, di per sè è positivo. Serve a prendere le "novità" con le pinze onde evitare di farsi abbagliare dalla passione, dalla follia che ci pervade di cambiare sempre, anche quando tutto va bene.
In questo senso essere scettici ti porta a non buttare i soldi dalla finestra inseguendo miti, false promesse, cavi pitonati, legnetti e nastrini.
Poi c'è lo scetticismo da ignorante ciuccio e presuntuoso, cioè quello di chi pensa di sapere tutto, di avere l'impianto migliore della galassia e di poter insegnare tutto a tutto.
La differenza tra l'uno e l'altro è data dall'umiltà.
Se si è umili e si è disposti a mettere in discussione la propria conoscenza "tecnica", se si è pronti a riconoscere che impianti assemblati con ferraglia di 40 ani fa suonino meglio di impianti hiend moderni, si è pronti a riconoscere che gran parte di quello che ci hanno propinato non suona come dovrebbe allora si è pronti a sentire come suonano i Grundig.
L'impatto con questa esperienza per me, e per Aldo è stato così traumatico ma così positivo da costringerci a spremere il massimo dai nostri impianti "tradizionali" elevando il loro coefficiente di trasparenza. Inoltre abbiamo scoperto che il mondo della riproduzione domestica della musica ha fatto non uno ma due o tre passi indietro in questi anni. Come ho già scritto mi sto godendo il suono di due Box 650 Professional che suonano in maniera così divina che sembrano un vero miracolo.

Vincenzo (vignotra)
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L'ultima modifica di Massimo A. il 25 Nov 2014 13:27 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 19:04 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sulla risposta all'impulso

Per chi ha letto le ultime lettere del sito ne' avevo accennato su una di queste: ogni tanto facendo qualche ricerca in rete mi imbatto in post di fronte ai quali non so se ridere o piangere rendendomi conto di come il mezzo "internet" sia sì un potente mezzo di informazione ma purtroppo diventi un mezzo altrettanto (e forse più) potente di disinformazione instaurando verità fittizie frutto della capacità di convincimento di chi le esprime associata alla sempre presente propensione allo snob e all’effetto “gregge” che affligge noi esseri “progrediti” e che porta spesso ad una assurda aggressività (totalmente immotivata soprattutto in questo settore).
Quella del "ci sarebbe da ridere se Ambrosini pubblicasse le misure di risposta all'impulso dei Grundig" me l'ero proprio persa e se da un lato mi fa tenerezza dall'altro, considerato che è stata ripresa e pompata anche da alcuni "addetti ai lavori" (o che si ritengono tali) fa ulteriormente riflettere sulla competenza (o sulla malafede) di questi ultimi.
Chiunque abbia un briciolo di competenza in ambito elettronico sa o dovrebbe sapere che:

1) lo smorzamento di un impulso in transito su un qualunque amplificatore che sta pilotando un carico dipende dal FATTORE DI SMORZAMENTO che è inversamente proporzionale all'impedenza di uscita dell'ampli (più è bassa l'impedenza di uscita più alto è il fattore di smorzamento)...basta guardare al link “misure” per rendersi conto di quali siano gli ampli che hanno impedenza di uscita maggiore (e quindi smorzamento minore)....

2) e ancora…prendiamo ora il più scarso degli amplificatori dal punto di vista del fattore di smorzamento e cioè un ampli che si comporti come un generatore di corrente ideale …questo (avendo esso per definizione una impedenza di uscita infinita) comporta un fattore di smorzamento NULLO, oltre ad avere una risposta in frequenza su carico reale che rispecchia esattamente la curva di impedenza del carico (cioè quanto di meno lineare si possa immaginare). Quindi un altoparlante connesso ad un amplificatore di questo genere non subisce alcun “controllo” di smorzamento smettendo di vibrare dopo un tempo X determinato esclusivamente da fattori meccanici propri dell’equipaggio mobile e del volume d’aria su cui si trova a lavorare…pur tuttavia in questo che è il caso in assoluto peggiore per quanto riguarda lo smorzamento, l’altoparlante (anche il peggiore mai costruito) si ferma (o meglio si attenua di un livello superiore a 60dB) in un arco di tempo di qualche MILLISECONDO che diventa al massimo di qualche decina di ms nei dintorni della risonanza di un wf (quindi a frequenza molto bassa).
Le amplificazioni CCI, agli antipodi rispetto al suddetto esempio (in quanto hanno bassa/bassissima impedenza di uscita) hanno invece come prerogativa all’ascolto la percezione di una sorta di prolungamento armonico che NON E’ fine a se stesso ma riporta fedelmente molte informazioni ambientali (la stanza) e strumentali che un amplificatore NON HA ALCUN MODO DI INVENTARSI e che durano come sensazione percepita alcuni SECONDI in piu rispetto ad un ampli non CCI e quindi, anche volendo approcciarsi col massimo di malafede possibile al CCI, i conti non tornerebbero comunque…DI UN FATTORE 1000 non tornano…

3) Le “invenzioni” da parte delle amplificazioni che da anni vanno sotto il nome di “colorazioni” sono a parità di CCI o non CCI ben più presenti sugli ampli ad elevata impedenza di uscita e principalmente NON a causa del minor smorzamento (comunque non percepito tangibilmente dall’orecchio in quanto tale) ma dalla risposta in frequenza su carico reale che tali amplificatori hanno e che rispecchia l’impedenza del diffusore esaltando quindi la risposta in corrispondenza dei picchi di impedenza dello stesso e…cioè proprio in corrispondenza delle risonanze degli altoparlanti: una “nursery” per le colorazioni…ma tanto di moda tra i valvolari odierni (monotriodi e zero feedback in primis).
Se poi capita di ascoltare l’ampli culto giapponese che pilota la cassa culto tedesca a tromba che trapana le orecchie anche da fuori dalla porta…la colpa NON è della stanza contrariamente a quanto tutti sono impegnati a farvi credere!

4) Last but not least…un apparecchio full CCI presenta, misure alla mano, una risposta all’impulso IDENTICA rispetto al medesimo circuito posto in ambito di un telaio non CCI. Questa cosa fece imbestialire un certo direttore di una nota ma non più esistente testata di alta fedeltà italiana con laboratorio a Monza quando nell’87-88 (non ricordo con precisione) su incarico della direzione della Philips italiana (che si era incuriosita a fronte di un ascolto presso la loro sede di un mio lettore modificato CCI) dovette effettuere una prova a confronto dovendo ammettere che a fronte di una differenza all’ascolto non riscontrava alcuna differenza strumentale tra due esemplari di cd960 (uno modificato e l’altro di serie da loro messo a disposizione) e questo gli bruciò moltissimo non potendo dimostrare ai signori della Philips l’esistenza di qualche trucco da lui sospettato…purtroppo la non misurabilità di quanto si ascoltò chiaramente fu anche il limite per il prosieguo dell’interesse in Philips…con le multinazionali solo le misure contano.

Conclusioni:
Vedere divulgare maree di falsità sotto forma di “pseudotecnica” su forum i cui membri vogliono paventare tecnica essendo subdolamente SOLO operatori commerciali non vi nascondo che mi rattrista alquanto ma al di la di quanto posso scrivere su queste pagine altro non posso fare.
La libertà di espressione è una pura chimera quando si nuota controcorrente…è la massa stessa che la impedisce non rendendosi conto di essere ampiamente pilotata dalla moda del momento
La storia insegna...e insegna come la condizionabilità dell'uomo abbia portato a catastrofi in altri ambiti.
Vedere su forum pubblici persone che dall’alto del loro impianto multimilionario (in euro) composto da valvolari a basso (o nullo) feedback pilotano magari un monovia e parlano di alta fedeltà impartendo implicitamente lezioni mi da la nausea al pari di chi “figlio di papà” vuole insegnarmi quanto è dura la vita quando mai lo ha provato realmente.
A ciò si alternano coloro che credono di avere il top comprando l’ampli a stato solido in classe A perché “si sa che è la soluzione migliore” e poi perchè “l’hanno scritto su Audio review” (o su “Stereophile” come se il succo cambiasse…) come se qualcuno viaggiando in Ferrari (o su altra auto sportiva poco cambia) mi volesse convincere che è più comoda di una vecchia Citroen con sospensioni oleopneumatiche anzichè avvedersi che…si, può avere maggior potenza e raggiungere velocità superiori ma la comodità andrebbe sempre provata in prima persona perché poi sull’auto ci viaggiamo noi e…spesso la comodità non è propria delle auto sportive...

Chi vive di troppe certezze (o di futili certezze) si smaschera immediatamente quanto evita come la peste i confronti…chi cerca la verità dei fatti non vorrebbe far altro che confronti in prima persona….
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 19:08 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sulla storia che ha visto nascere le DSL

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(la parte in basso)

Un piccolo resoconto storico di come si evoluto un progetto...quasi mi sono commosso nel pensare agli anni passati....
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L'ultima modifica di Massimo A. il 31 Gen 2011 19:09 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: 31 Gen 2011 19:09 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sulla storia che ha visto nascere le elettroniche LT

Lo avevo promesso (qualche tempo fa...) ad alcuni di voi e non me ne sono scordato…dopo la DSL story ecco sommariamente quella che è stata la mia storia evolutiva per quanto riguarda le elettroniche.
La passione (nata ancora ai tempi delle medie…) per l'alta fedeltà sfociò alle superiori in tema di autocostruzione e parallelamente con l’acquisto di diversi “pezzi” da 90 per l’epoca: a 16 anni il mio impianto era composto da B&WDM6 (acquistate nel’80 subito dopo averle ascoltate a confronto in anteprima al SIM con le 801che non mi piacquero affatto…pur essendo comunque meglio delle attuali evoluzioni reflex delle stesse…), SAE 2400L, sezione pre dell’integrato Pioneer SA8500 II, Giradischi Pioneer PL112D…l’anno dopo arrivò l’allora onnipresente (nelle case degli appassionati “bene”) Thorens TD126 MK III con l’immancabile Shure V15IV e da allora fu un turbine di cambiamenti (soprattutto ad iniziare dall’età della patente…)… Yamaha C4/M2, Quad 33/303 (non male il 303), Sugden, Radford, Berning, etc etc
Al contempo avevo in ambito scolastico (come esercitazione) riprogettato il layout (in scheda unica) del “superpre” di Suono che realizzai con strasurdimensionata alimentazione separata e tenni (senza infamia ne lode) come preamplificatore per un certo tempo (ed ho ancora a casa sopra un armadio come ricordo) ma…non fu questo che segnò per sempre la mia storia di appassionato (e a seguito di progettista) bensì una precedente realizzazione (sempre con riprogettazione del layout) di un amplificatore che realizzai per l’installazione in auto: trattatavasi del booster per auto di Suono. La prima realizzazione con alimentazione separata e piccolo telaio atto ad installare tale apparecchio in auto era niente male e già si mangiava (senza alcun merito da parte mia sia ben inteso!) il 2400L in termini di grazia e musicalità ma il bello doveva ancora venire e…la successiva realizzazione di tale ampli in un telaio “casalingo”… per una COLOSSALE botta di fondo schiena…realizzava un mezzo (quanto del tutto insperato) miracolo di musicalità e faceva letteralmente volare le DM6 con l’unico (ma grosso) limite di essere perennemente in clipping data la ridotta potenza di 12W/ch!
Provai poi per un amico a realizzarne un secondo esemplare ma…quella magia non c’era più….e già da li qualche pulce nell’orecchio iniziava a pungermi…stesso circuito, stessi componenti ma montaggio a telaio un poco diverso...suono totalmente diverso!

Appena presa la patente di guida stipulai un accordo verbale con lo storico gestore di un negozio di Budrio di Bologna (Grassi, purtroppo non più esistente), per cui garantivo la mia disponibilità all’acquisto di un finale a condizione che mi facesse provare tutti quelli che aveva entro il budget che potevo mettere a disposizione: ogni 15gg mi facevo 80+80Km per provare uno (talvolta due) amplificatori e questo si protrasse per circa un annetto dopodichè più per vergogna che per convinzione feci una scelta: un paio di ampli mono Sugden di cui non ricordo neppure la sigla il cui maggior pregio era quello di non avere difetti grossolani ma di certo non entusiasmavano ed erano anni luce dalla grazia del finalino…
Poi, non soddisfatto, i viaggi continuarono così come i cambiamenti e (per un paio d’anni) tenni uno Yamaha M2 che era almeno un poco più aperto del Sugden pur essendo, al confronto del finalino, piatto come un manifesto…insomma preferivo ascoltare i Purple con 12W perennemente in clipping sulle DM6 piuttosto che con i 200W dell’M2 che mi facevano passare nel giro di pochi minuti la voglia di ascoltare.
In buona sostanza, come avrete già inteso, la mia passione per la progettazione nacque solo al fine di cercare una soluzione a quello che pur con tutta la buona volontà non ero riuscito ad acquistare e cioè un ampli che suonasse come quel finalino ma almeno con 30-40W/ch per poter ascoltare libero da clipping!
Una volta diplomato nacque quindi l’idea della progettazione da zero di un ampli no compromise che potesse, applicando ciò che allora si riteneva importante nella progettazione di un amplificatore al fine del buon suono, nacque quindi la prima versione dei mono MA100, un ampli realizzato su telaio portante in barre di alluminio fresato e con telaio totalmente in alluminio, circuitazione cascode differenziale d’ingresso, VAS pure cascode con pozzo di corrente ad elevata corrente di polarizzazione per permettere di pilotare agevolmente (senza che questo caricasse il VAS in funzione del carico) lo stadio finale originale di cui feci brevetto qualche anno più tardi. Nessun feedback dall’uscita, alimentazione induttiva, stadio finale polarizzato in Classe A (per carichi di 8 ohm) ed elevato slew rate. Al primo ascolto (con tanto di coperchio in alluminio montato) avrei buttato tutto dalla finestra! Era peggio dello Yamaha che già non sopportavo!
Di li a poco mi accorsi che la semplice rimozione del coperchio in alluminio migliorava considerevolmente il risultato e decisi di provare con coperchi in plexiglass ma anche con questi il risultato peggiorava per cui quando ascoltavo li toglievo (era il 1984…).
Anche senza coperchi pur a fronte di prestazioni strumentali eccellenti non c’era da stare allegri sul suono e…da quel momento nacque il lavoro di ricerca sul “problema” che poi battezzai CCI. Per molto tempo pensai fosse un problema circuitale e/o di componentistica e lo affrontai per un paio d’anni provando soluzioni circuitali diverse e provando componentistica diversa ma sempre senza risultati di un certo rilievo….rimaneva sempre quel suono “tirato” e piatto tipico degli ampli a stato solido senza mai che alla musica fosse concesso il relax e la grazia che merita…poi decisi di cambiare rotta ed indagare sulla motivazione che determinava una così rilevante differenza in funzione del montaggio di un semplice coperchio in plexiglass e….fu come aprire una porta su un mondo inesplorato ma in cui si respirava nuova ed interessante aria. A fronte di un certo sviluppo che (dopo qualche anno) accompagnò un risultato piuttosto convincente (ma ancora non al livello del finalino da cui tutto era partito…) venne poi la prima versione (molto diversa da quella attuale) dei finali MA25 / MA50 che voleva essere una semplificazione circuitale/realizzativa dei mono (che nel frattempo erano diventati con feedback e in classe AB) mantenendone il medesimo suono ma questa volta non utilizzando uno schema originale ma semplicemente l'evoluzione (per potenze più elevate) dello schema di quel benedetto finalino da 12W realizzato in epoca scolastica. Nel frattempo alcune persone si stavano incuriosendo di quello che iniziava comunque ad essere un risultato di rilievo e a seguito di ascolti a confronto un LT (marchio che usai fin dalle prime realizzazioni) prese il posto di un ML N.23 poi di un Cabre Stradivari, di un Krell KSA50, di un Classe DR3B, di un Sumo Nine, etc…e di li iniziai a ritirare il materiale usato riempiendo di annunci l’allora giovane mercatino di Audio review.
Ma il finalino era ancora il mio riferimento e lo rimase fintanto che un bel giorno a casa di un mio parente pure appassionato di hifi ebbi modo di ascoltare un Grundig rpc500 a confronto di un mio ampli MA50 + quad 33…vi immaginate la doccia fredda quando proprio non ci si aspetta di perdere un confronto? Non avessi precedentemente fatto vendere fior di apparecchi forse mi sarei presentato con maggiore umiltà a questo confronto ma di certo davo abbondantemente per scontato che il Grundig fosse peggiorativo ed invece….il risultato fu decisamente a favore del Grundig e da quel momento (superato un periodo di sconcerto e sconforto non da poco che corrispose anche a diverse “cantonate” messe in atto come tentativi di miglioramento) iniziai ad interessarmi di questi apparecchi rendendomi presto conto che…l’alternativa al mio finalino di riferimento c’era ed era (anche se non di molto) addirittura migliorativa evidenziando come i signori che avevano progettato questi apparecchi la sapevano lunga sul medesimo problema che avevo pure io iniziato ad affrontare. Da quel momento (era se ben ricordo il 1990) iniziai ad apprendere molto dai Grundig acquistandone in quantità industriale ma…allora non c’era internet ne e-bay per cui le cose non erano così semplici come oggi basta dirvi che l’incontro con la serie 7000 si svolse in un negozio a Ravenna (Centro Alta Fedeltà…pure questo chiuso da tempo) in cui si stava ascoltando la radio (tramite il T7000+V7000) tramite due cassettine Chario appoggiate distrattamente su uno scaffale…inutile dire che la voce di quella radio mi rimase impressa e la serie 7000 completa se ne partì insieme a me dal negozio…
Dopo qualche anno riuscii a raggiungere le prestazioni musicali del finalino ma mi servirono ancora svariati anni per comprendere quanto fosse incredibilmente avanzato lo sviluppo progettuale Grundig e se ora posso vantare apparecchi LT che hanno la medesima grazia nel porgere un segnale musicale di un Grundig (con un piccolo vantaggio in termini di linearità) devo dire GRAZIE (oltre ad una determinazione che mi riconosco essere non molto comune) sicuramente a questa equipe (ammesso fosse tale e non si riducesse il tutto alla conoscenza di una singola persona) che lontano dalle mode e dai clamori affrontava e risolveva i problemi non a parole ma nei fatti.
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MessaggioInviato: 22 Set 2017 21:30 pm    Oggetto: Re: Post rilevanti Rispondi citando

Sulla faziosità

Credo che a pieno titolo vada incorniciato questo episodio che si è verificato su altro forum e che la dice lunga su come si può essere cinici e crudeli a questo mondo: 15 pagine di discussione denigratoria senza che nessuno (dei detrattori) avesse mai ascoltato il ns. disco! Solo poi qualcuno l'ha acquistato ed ha finito il lavoro denigratorio aprendo altra discussione (guardandosene bene cioè dal continuare la stessa discussione in quanto ci sarebbe stata un'evidenza palese di faziosità).
Una chicca da ricordare e incorniciare per mantenersi consapevoli delle "potenzialità" del ns. prossimo:
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